Eventi & News

MAGGIO: un mese di intensa attività per il consorzio

Presentazione dei vini che escono in commercio nel 2009, seminario sul vino Bolgheri DOC riservato ai docenti dei corsi professionali AIS Toscana, preparazione delle degustazioni delle Guide Vini d'Italia: queste le principali attività affrontate dal Consorzio in questo mese. Impegno reso pressante dal contemporaneo trasferimento della sede, con tutti i problemi che conseguono da un'operazione di questo tipo.

NUOVA SEDE - Il Consorzio ha trasferito la sede operativa nei locali del Viale San Guido 3/a, praticamente nelle immediate vicinanze della porta d'ingresso al paese di Bolgheri. Gli ambienti sono piccoli ma funzionali e di prestigio adeguato all'immagine di qualità dei prodotti. L'unico problema consiste nella momentanea mancanza di linee di trasmissione dati ad alta velocità, fattore che determina un forte rallentamento nella comunicazione e nell'operatività del consorzio. Si prevede che il Consorzio possa iniziare la piena operatività nella prima settimana di giugno.

PRESENTAZIONE DEI VINI BOLGHERI ALLA STAMPA - Il giorno 29 maggio saranno ospiti del Consorzio circa 40 giornalisti nazionali e internazionali della stampa specializzata per degustare i vini di Bolgheri che entrano in commercio nel 2009. C'è un grande interesse intorno a questa presentazione soprattutto per gli eccellenti risultati che si preannunciano con i Bolgheri superiore 2006. Un'annata da incorniciare e che probabilmente resterà negli annali del Bolgheri DOC. Ma non saranno da meno neppure i Bolgheri rosso del 2007 ed i Bolgheri Vermentino 2008. La degustazione si terrà presso la sala Teatro del centro aziendale di San Guido, gentilmente messa a disposizione del Consorzio dal Marchese Incisa della Rocchetta.

SEMINARIO SU BOLGHERI PER DOCENTI AIS TOSCANA - Il giorno 27 maggio il Consorzio terrà un seminario sui vini di Bolgheri, sulla loro storia, sul territorio che li produce, dedicato ai docenti dei corsi professionali per sommeliers organizzati dall'AIS (Associazione Italiana Sommeliers) della Toscana. Un approfondimento delle conoscenze su questo territorio sarà di aiuto ai docenti per le loro lezioni: gli studenti avranno la possibilità di ricevere nozioni attendibili ed approfondite su una delle migliori zone vitivinicole d'Italia (e non solo). Dopo i saluti di rito del Presidente, il Direttore Valdastri illustrerà la storia e le caratteristiche dei grandi rossi bolgheresi, mentre l'Agronomo del Consorzio Casini riferirà sui risultati dei progetti di zonazione portati a termine nel 2007. Infine verranno degustati 8 vini illustrati secondo la tecnica AIS da parte del Sommelier Massimo Castellani, e con i commenti "emozionali" da parte di Valdastri.

DEGUSTAZIONI PER LE GUIDE VINI D'ITALIA 2010 - Il Consorzio ha iniziato la raccolta e catalogazione dei vini che saranno presentati ai giornalisti responsabili delle Guide Vini d'Italia rispettivamente di Veronelli, Gambero Rosso, L'Espresso e Vini Buoni d'Italia. Le degustazioni si terranno presso la sala del Consorzio Strada del Vino e dell'Olio Costa degli Etruschi e si concluderanno a fine giugno.


BOLGHERI AL VINITALY 2009

BOLGHERI  DOC
VI ATTENDE
al VINITALY 2009

Riservato ai giornalisti, buyers e professionisti del settore
solo su appuntamento 

Il Consorzio BOLGHERI DOC  sarà lieto di presentarVi la vendemmia 2006 del Bolgheri Rosso Superiore, del Bolgheri Sassicaia e di alcuni celebri IGT al VINITALY 2009. 
Il "Salotto di Bolgheri"  vi attende presso il: 
PADIGLIONE11 STAND C1
Al nostro stand  potrete avere un ampio panorama della zona di produzione di Bolgheri in un ambiente tranquillo e riservato.


Per un migliore servizio, Vi preghiamo di richiedere un appuntamento a: p.valdastri@bolgheridoc.com



I PRODUTTORI DI BOLGHERI PROPONGONO LA MODIFICA DEL DISCIPLINARE DOC

Bolgheri, 21 Ottobre 2008

I produttori associati al Consorzio di Tutela  hanno approvato all’unanimità, nell’assemblea generale del 20 ottobre, la nuova proposta del disciplinare che regolerà la produzione dei vini Bolgheri DOC.
Le modifiche più importanti riguardano la base ampelografica dei vigneti dai quali si producono vini ormai famosi in tutto il mondo ed alcuni dei quali non rientrano attualmente nella DOC.
Bolgheri è un territorio particolarmente vocato per la produzione di grandi rossi: il terroir ha la prevalenza sul vitigno impiegato ed è per questo che nel nuovo disciplinare si parla solo di vino “Bolgheri Rosso” e “Bolgheri Superiore”, senza menzionare l’uva impiegata.
Per i rossi verranno privilegiati Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, con le quali uve si potranno produrre anche i vini in purezza, mentre Syrah e Sangiovese saranno presenti fino ad un massimo del 50%.
Un’importante novità riguarda il Bolgheri Rosso che potrà essere immesso in commercio solo a partire dal primo settembre dell’anno successivo a quello della vendemmia. Per il Bolgheri Superiore resta l’obbligo di affinamento minimo di 24 mesi a decorrere dal primo gennaio successivo all’annata di vendemmia.
Viene introdotta anche la possibilità di menzionare in etichetta il nome della vigna di provenienza. Questo significa che la giovane DOC Bolgheri si avvia verso un procedimento inteso alla definizione dei cru, ovvero delle particelle di vigneto particolarmente vocate per dare grandissimi vini, operazione fondamentale per la definitiva consacrazione di un territorio.
Per i vini bianchi e rosati viene anche introdotta la possibilità di utilizzare sistemi più moderni di chiusura come il tappo sintetico o lo Stelvin (a vite), con una precisa attenzione “ambientale” al minor consumo di sughero naturale per i vini di pronta beva.
Il percorso per giungere all’approvazione ministeriale è ancora lungo, anche se si dovrà cercare di ottenere il risultato entro l’8 agosto 2009, momento in cui le procedure passeranno in blocco a Bruxelles, con conseguenti prevedibili complicazioni.
I prossimi passi prevedono il coinvolgimento di tutto l’insieme dei produttori iscritti all’albo DOC, delle associazioni di categoria e delle istituzioni. Insieme sarà predisposta tutta la documentazione da sottoporre a Regione Toscana e Comitato DOC nazionale per la definitiva approvazione delle modifiche.
 

CENSIMENTO GENERALE PER I VIGNETI DEI PRODUTTORI ASSOCIATI
AL CONSORZIO PER LA TUTELA DEI VINI BOLGHERI DOC

Bolgheri, 21 Ottobre 2008

La consistenza dei vigneti condotti dai produttori associati è stata oggetto di un approfondito lavoro di ricognizione da parte del Consorzio di Tutela dei Vini Bolgheri DOC, culminato con il Censimento Generale dell’ottobre 2008.
Scopo di questo lavoro è una più ampia conoscenza degli indirizzi e delle scelte aziendali, utile non solo come strumento di marketing ma soprattutto in vista delle modifiche che verranno proposte all’attuale disciplinare di produzione. Il censimento si è svolto su due binari paralleli. Da una parte sono stati raccolti  i dati catastali dei vigneti presso i produttori e sono stati catalogati dividendoli per tipologia (DOC e IGT) e per vitigno. In parallelo è stato compiuto un rilevamento in campo delle superfici vitate tramite strumentazione GPS.
I dati così incrociati sono stati raccolti in un fascicolo di sintesi, le cui conclusioni generali sono le seguenti:

  • La superficie totale vitata presente all’interno del comprensorio della DOC Bolgheri risulta attualmente di 1.148 ha.
  • La superficie vitata di proprietà o gestita da soggetti iscritti al Consorzio DOC (Superficie Soci) ammonta a 962 ha. Di questi, 857 ha sono iscritti all’albo DOC, mentre i rimanenti 105 ha sono a IGT.
  • La superficie vitata di proprietà o gestita da soggetti non iscritti al Consorzio DOC (Superficie Non Soci) risulta di conseguenza pari a 186 ha
Esaminando in dettaglio le varietà piantate iscritte alla DOC, si hanno indicazioni molto significative. I dati sono riferiti ai vigneti dei soli soci del Consorzio di Tutela.
Il vitigno maggiormente impiantato è il Cabernet Sauvignon con più di 387 ha corrispondenti al 45,17% del totale iscritto alla DOC.
Seguono il Merlot con 206,52 ha e il 24,10%, quindi il Cabernet Franc con 66,58 ha ed il 7,77%.
I dati sono in piena sintonia con quello che è il cuore effettivo ovvero lo stile più rappresentativo dei vini Bolgheri. Qui sono rappresentati non solo il taglio di memoria bordolese voluto dal Marchese Mario Incisa per il suo Sassicaia (Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc) ed i blend ormai divenuti “classici” per i Bolgheri Superiore ovvero Cabernet Sauvignon e Merlot, ma anche i vini in purezza di fama ormai consolidata come alcuni noti Merlot e Cabernet Franc. E basati su Cabernet e Merlot sono anche la gran parte dei vini Bolgheri Rosso, e cioè la quota più importante della produzione della zona in termini quantitativi.
Proseguendo nell’esame dei dati, troviamo il Petit Verdot con 63,98 ha (7,47%). In effetti questo è stato il vitigno maggiormente assoggettato alla sperimentazione nell’ultimo decennio. I risultati non si sono rivelati, però, omogenei: accanto a risultati altamente qualitativi se ne trovano altrettanti meno convincenti. In definitiva si prevede un calo della presenza di questa uva nei prossimi anni, nei quali il Petit Verdot troverà spazio esclusivamente come ottimo complementare negli uvaggi bolgheresi.
Segue il Syrah con 61 ha (7,18%): viene impiegato sia negli uvaggi, sia in purezza con ottimi risultati.
Infine troviamo il Sangiovese con 11,38 ha (1,33%), sostenuto da un ristretto numero di produttori che lo propongono con forte convinzione sia per un Bolgheri Superiore in uvaggio, sia per un IGT in purezza.
Vi sono altre uve a bacca rossa, ma singolarmente sono presenti in percentuali inferiori all’1%.
Aggiungendo ai dati delle uve a bacca rossa iscritte a DOC quelli delle uve iscritte come IGT, troviamo piccole variazioni nei dati e nelle percentuali, ma la “classifica” rimane esattamente la stessa.
Un veloce sguardo alle uve a bacca bianca porta a concludere che il vitigno più utilizzato è il Vermentino con 46,23 ha (solo il 5,39% sul vigneto totale DOC dei soci), le cui uve danno origine a vini freschi e profumati molto richiesti per la cucina marinara della costa toscana.
Seguono il Viognier con 4,54 ha e il Sauvignon Blanc con 3,03 ha, ma nel caso dei bianchi, sommando uve DOC e uve IGT la situazione si trasforma: il Vermentino resta al primo posto con 52,00 ha, mentre al secondo posto troviamo il Sauvignon Blanc con 5,87 ha ed il Viognier con 4,92ha. Da notare che il Trebbiano Toscano è rappresentato da un solo ettaro, inferiore anche allo Chardonnay (2,00 ha circa).
 

BOLGHERI ED I SUOI VINI D’AUTORE
MILANO FOUR SEASONS HOTEL

Milano 12 Novembre 2008

Che Bolgheri con i suoi vini costituisca un polo d’attrazione di grande caratura nazionale ed internazionale non è più una sorpresa per nessuno. Ed il successo dell’evento realizzato dal Consorzio per la Tutela dei Vini Bolgheri DOC a Milano il 12 novembre ha dimostrato in pieno che l’attenzione dei professionisti del settore per questa denominazione è altissimo.
La cornice è stata quella prestigiosa del Four Seasons Hotel, nel salotto buono di Milano, tra via Montenapoleone e via della Spiga, cuore pulsante dell’alta moda mondiale e delle grandi firme.
L’evento ha riguardato la presentazione dei  vini di Bolgheri dei produttori associati al consorzio, usciti in commercio nel corso del 2008 ed accompagnati da qualche annata storica. Ben 22 le aziende partecipanti, con tutti i grandi nomi presenti in prima persona, a dimostrazione dell’interesse comune per la valorizzazione del nome del territorio che da origine a questi vini d’autore, come il titolo della manifestazione suggeriva.
L’accesso, rigorosamente su invito, era riservato a giornalisti, sia specializzati che addetti alle rubriche enogastronomiche, ai ristoratori, enotecari, wine bar, per finire con i responsabili delle associazioni della sommellerie, AIS, ONAV, FISAR e Slow Food.
L’apprezzamento per la qualità generalizzata dei vini è stato unanime da parte dei 76 giornalisti, 60 ristoratori ed enotecari e 40 rappresentanti delle associazioni, molti dei quali hanno anche assistito con  interesse alla Conferenza stampa sulle modifiche previste per il disciplinare ed alla relazione del Professor Attilio Scienza sulle campagne di zonazione del territorio.
Inutile dire che i nomi storici, dal Sassicaia all’Ornellaia, da Guado al Tasso al Grattamacco, Le Macchiole e Michele Satta, sono stati tra i più gettonati, ma la piacevole conferma della stima di cui gode il nome Bolgheri è venuta dall’interesse suscitato verso i nuovi produttori, indifferentemente per aziende già altrove affermate che per quelle assolutamente debuttanti sulla scena enologica.
“Il successo dell’iniziativa” ha dichiarato Michele Satta, vice-presidente del Consorzio con Federico Zileri, “conferma la bontà del programma di valorizzazione del nome Bolgheri iniziato proprio con l’anno 2008. Programma che intendiamo riproporre anche per il prossimo anno, con iniziative similari da effettuarsi a Roma e Milano, ma anche con una probabile estensione sui mercati esteri, Stati Uniti in testa. E l’attenzione sarà sempre di più rivolta al trade.”
 

 

SEMINARIO : ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E  MODALITA’ DI RIVENDICAZIONE DELLE UVE ATTE A DARE VINI VQPRD E IGT VINCOLI E OPPORTUNITA’ PER LE AZIENDE.

 

Venerdì  11 luglio si è svolto, presso la sede del Consorzio per la Tutela dei Vini Bolgheri Doc un interessante seminario sulle problematiche relative agli adempimenti amministrativi che le aziende devono affrontare per poter rivendicare le uve destinate poi alla produzione di vini Doc e  IGT.
Il seminario è stato condotto dal Dott.  Antonio Armenti,  funzionario della Camera di Commercio di Firenze,   esperto della  materia.
Il relatore dopo un breve richiamo della normativa di riferimento, comunitaria, nazionale (legge 164/1992,  D.M. Mipaf 28/12/2006 ) e  Regionale D.P.G.R. 50/R del 2003,   ha evidenziato i punti  di criticità che sono emersi nella scorsa campagna vendemmiale a fine di far riflettere a fondo le aziende non solo sui vincoli posti dalla nuova normativa ma anche sulle opportunità soprattutto in merito alla possibilità di poter rivendicare per vigneti distinti,  in modo da non avere gli abbattimenti di resa previsti dall’articolo 7 della legge 164/92.
Punto fermo, più volte ribadito nel seminario, è che le aziende devono avere una situazione di schedario viticolo e di potenziale degli albi  che rispecchi la realtà aziendale. Una situazione degli Albi corretta a livello aziendale è il presupposto fondamentale per poter poi procedere entro il 10 dicembre alla presentazione della dichiarazione di raccolta uve e di produzione vinicola ad Artea   e alla denuncia delle Uve alla Camera di Commercio . E stato evidenziato come la presentazione della denuncia delle  uve costituisce il primo passo per attivare poi il procedimento di analisi chimico, fisica, ed organolettica con cui la Camera di Commercio certifica un vino a Denominazione di origine.  E’ stato poi ribadito come la denuncia delle uve da presentare alla Camera di Commercio rispetto al passato sia sempre più legata alla dichiarazione vitivinicola  anche per le modalità di presentazione volute dalla Regione Toscana e che sono state avviate lo scorso anno.   
Quanto ai vincoli il relatore si è poi soffermato sulla scadenza del 31 luglio come data ultima (anche se è probabile una proroga al 10/12/2008) per poter effettuare le variazioni al potenziale Albi; a titolo di esempio qualora le aziende non abbiano iscritto nel passato le unità vitate anche agli albi secondari o alle distinte tipologie  possono farlo entro tale data qualora pensino di voler rivendicare vino che non hanno rivendicato nel passato.
Come è noto,  per ottenere la certificazione a DOC o a IGT di un vino per una determinata tipologia, è necessario che il vigneto  risulti iscritto in modo corretto non solo all’albo ma anche alla distinta tipologia qualora esistente.
Il relatore a titolo di esempio ha fatto il caso di un vigneto iscritto alla Doc Bolgheri superiore, il quale può produrre un quantitativo di uva superiore al limite massimo previsto dal disciplinare di produzione (80 ql per Ha), entro il limite del massimo del  20%. Ma  per poter rivendicare questo supero come Igt Toscano è necessario che tale vigneto sia iscritto anche a questa denominazione altrimenti non viene certificato ed è semplice vino da tavola.   Il consiglio per i produttori è dunque quello di provvedere entro fine luglio ad iscrivere i propri vigneti a tutte le tipologie che potenzialmente potrebbero essere utilizzate, chiaramente  nel rispetto della base ampelografica.
Un’altra puntualizzazione del dott. Armenti ha riguardato le problematiche del supero di produzione: è necessario, per non incorrere nel rischio di irregolarità che possono condurre sino alla frode in commercio, rispettare accuratamente le indicazione del disciplinare sulla resa di ogni singola unità vitata e/o appezzamento. Questo è molto importante soprattutto quando da una singola unità vitata e/o appezzamento  si vogliono ottenere diverse tipologie di vino parte a DOC e parte a IGT. Nel caso di una rivendicazione mista di questo tipo, la resa non può mai essere superiore a quella più restrittiva della DOC utilizzata.
Armenti ha ricordato anche la rigidità del limite di resa nel caso delle superfici iscritte alla sola IGT: in questo caso non esiste il criterio di superamento del massimo di resa consentita per i vini DOC E DOCG ed il vino può correre il rischio di un declassamento totale nel caso di supero anche di pochi Kg.
Il relatore si è infine intrattenuto sulla precisazione dei concetti di Unità Vitata, di Vigneto, di superficie vitata e di UTE ovvero Unità Tecnica Economica, così come sono descritte nel Decreto Regionale 50/R del 25 settembre 2003. 
Si è poi parlato di rispetto di base ampelografica nel caso  in cui coesistano  più unità vitate o appezzamenti iscritti ad un Albo o elenco Igt  il rispetto della stessa  deve essere garantito all’interno dell’UTE e questo crea dei problemi interpretativi perché molti disciplinari al contrario prevedono che il rispetto della base ampelografica debba essere garantito a livello aziendale. A questo riguardo il relatore auspica, a livello personale, un intervento legislativo della regione che modifichi l’articolo 3 comma 7 del DPGR 50/R in modo da renderlo conforme ai disciplinari e più confacente alle esigenze aziendali.
Il dott. Armenti ha chiuso il seminario accennando brevemente alla principali novità dei nuovi regolamenti comunitari sull’Organizzazione Comune del mercato Vitivinicolo.

 
 

COMUNICATO 28 MARZO 2008
BOLGHERI AL VINITALY 2008

 

Bolgheri: territorio della qualità. Qualità della vita, grazie alla sua natura, alla sua storia, alla sua gente, ma anche qualità dei suoi grandi vini. Vini per i quali il Consorzio di Tutela sta organizzando le procedure tecniche di controllo di filiera previste dalla legge “erga omnes”, e per i quali sta, in parallelo, attuando una campagna di promozione del marchio.
Per la prima volta nella sua recente storia, il Consorzio per la Tutela dei vini Bolgheri DOC sarà presente con un proprio stand, gestito in maniera completamente autonoma, al Vinitaly, la più importante rassegna vinicola italiana, che si terrà, quest’anno, a Verona dal 3 al 7 aprile, .
Il “Salotto di Bolgheri”  costituirà, prima di tutto, un punto di informazione e di divulgazione al servizio di tutti gli associati del Consorzio e di un territorio ormai entrato nel gotha delle migliori zone vitivinicole del mondo.
Il pubblico potrà ricevere tutte le informazioni sulla storia di questi vini, sulle tipologie ed i migliori abbinamenti con la cucina locale ed internazionale, sui  produttori e sulle possibilità di incontrarli e conoscerli nel loro ambiente ed, ovviamente, sulla loro collocazione in fiera.
Il “Salotto di Bolgheri”, sarà dedicato prevalentemente ai giornalisti della stampa di settore nazionale ed internazionale, ai buyers ed agli opinion leaders che avranno la possibilità di degustare un’esauriente panoramica dei vini prodotti dalle aziende associate al Consorzio.
Una maniera rilassante e tranquilla, fuori, per un momento, dalla pazza folla della fiera, per poter formulare un giudizio sereno sulla nuova annata che entra in commercio: il 2005 per i Bolgheri Rosso Superiore ed il 2006 per i Bolgheri Rosso. Ma anche molti grandi vini, attualmente classificati come IGT, troveranno il loro spazio nel Salotto Bolgheri: il disciplinare, entrato in vigore nel 1994, comincia ad accusare i segni del tempo e molti sono i vini entrati nell’eccellenza internazionale, che non trovano una collocazione in esso. La revisione comincia ad essere ritenuta necessaria, e gli attuali IGT (pensate a Masseto, Messorio, Paleo, Cavaliere, solo per citarne qualcuno) rappresentano una possibile futura evoluzione del regolamento che disciplina la produzione del vino Bolgheri.
Ogni azienda potrà quindi presentare due etichette dei suoi vini più prestigiosi, DOC e IGT.
L’adesione compatta all’iniziativa da parte dei grandi nomi ha un significato notevole che trascende la semplice presentazione dei vini: Bolgheri è sinonimo di un territorio particolarmente vocato alla produzione di grandissimi vini rossi. Il marchio aziendale del singolo produttore continua ad essere importante, ma la presenza del sigillo costituito dal nome di una zona di elezione vinicola conferisce, proprio a quel brand, un valore aggiunto di enorme importanza.
Una conferma: la grande adesione dei giornalisti alla degustazione organizzata il 3 aprile alle ore 15.00, presso  il Palaexpo del Vinitaly, dall’Istituto per il Commercio Estero riservata alla stampa estera dal nome Italian Wine Meets International Press. “Bolgheri – A territory of terrific reds” sarà il nome del seminario, nel corso del quale verrà illustrata la storia vitivinicola del territorio e verranno degustati sei DOC Bolgheri Superiore dell’annata 2004, tre dei quali saranno rappresentati da nomi storici e tre da nuovi produttori.
Un Consorzio, insomma, in piena attività, che, al ritorno da Vinitaly, si troverà di fronte ad altri importanti impegni come quelli della degustazione al Teatro Roma di Castagneto, in occasione di Castagneto a Tavola, quindi alla presentazione ufficiale delle nuove annate in commercio, a fine maggio, in collaborazione con Anteprimavini e Grandi Cru della Costa Toscana e alle degustazioni ufficiali di tutte le Guide Vini d’Italia che si terranno nella apposita sala attrezzata di San Guido.
In occasione di Vinitaly vedrà la luce anche la nuova versione del sito internet del Consorzio, con una grafica completamente aggiornata.

 

IL MAL DELL’ESCA DELLA VITE: INTERVENTI DI RICERCA
E SPERIMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA MALATTIA

Da molti anni il mal dell’esca costituisce un grave problema per la viticoltura, sia in Italia che all’estero. In questo arco di tempo sono stati attuati progetti di ricerca e sperimentazione in molte aree colpite dalla malattia, promossi da vari Enti e gestiti da diverse Unità di ricerca. Lo svolgimento di tali attività ha prodotto una conoscenza più approfondita della malattia per i suoi aspetti epidemiologici, fisiologici e olecolari e, in particolare, ne ha evidenziato l’estrema complessità, tale che il concetto stesso di mal dell’esca va oggi ben al di là di quanto si era imparato a percepire nel passato.
Tuttavia, il lavoro non si può dire concluso perché ancora molte sono le risposte perseguite dai numerosi ricercatori che si occupano del problema e, soprattutto, perché vivaisti e viticoltori non sono stati ancora messi nelle condizioni di fronteggiare il mal dell’esca con buone probabilità di successo.
Da qui la necessità di un progetto di ricerca e sperimentazione coordinato che si prefigga, attraverso uno sforzo congiunto, da un lato di colmare alcune lacune di carattere prettamente scientifico e, dall’altro, di giungere, o di tentare di giungere a una strategia di lotta compatibile con i moderni concetti di sostenibilità in agricoltura. Nell’ambito delle iniziative previste dalla Legge n. 499/99 “Programmi interregionali”, sottoprogramma “Innovazione e ricerca”, le Regioni hanno proposto al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, fra gli altri, un progetto di ricerca e sperimentazione in vivaio e in campo per il contenimento del mal dell’esca della vite. La Toscana è stata individuata come regione capofila e ARSIA, strumento operativo della Regione Toscana per la promozione della ricerca e il trasferimento dell’innovazione nel settore agricoloforestale, è stata incaricata di predisporre e gestire il progetto, tramite bando pubblico di ricerca, in nome e per conto delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e della Provincia Autonoma di Trento, le quali, tramite un apposito comitato di progetto, lo hanno promosso e seguito nelle fasi di messa a punto e di aggiudicazione. Il bando emanato da ARSIA è stato aggiudicato a 12 gruppi di ricerca operanti in 8 diverse regioni e sostenuti da numerosissime aziende e associazioni, coordinati dal Dipartimento di iotecnologie Agrarie, sezione di Patologia vegetale, dell’Università di Firenze. Il progetto ha un suo punto di forza in un’intensa attività di concertazione e integrazione fra dipartimenti universitari, enti di ricerca, vivaisti e viticoltori secondo gli intenti delle regioni che lo hanno proposto. Nell’ambito del sottoprogramma “Innovazione e ricerca” finanziato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, questa è la prima iniziativa a carattere interregionale che si è conclusa.
Con questo convegno, cui seguiranno altri progetti, l’intento degli organizzatori è quello di presentare, a operatori e tecnici del settore, i risultati finali dell’attività e di fornire, grazie alla partecipazione di alcuni specialisti, interessanti e utili informazioni su taluni aspetti inediti della malattia: la possibile interazione dei funghi dell’esca con altri funghi che attaccano il legno della vite; la possibilità di giungere a una diagnosi apida della malattia; il grado di attenzione che i vivaisti rivolgono o dovrebbero rivolgere alla malattia; i danni, anche quelli non facilmente percepibili, che sono provocati dalla malattia. DC

Scarica il programma completo e la scheda di registrazione